La Storia di Gardone Val Trompia

Cosa Visitare a Gardone Val Trompia

Le testimonianze più antiche che riferiscono di popolazioni stanziate nel territorio dell'attuale Gardone Val Trompia risalgono alla fine del neolitico, quando abili comunità di cacciatori sfidavano la montagna probabilmente stazianziandosi in maniera stagionale in questi luoghi.

Siti

Invase e ridotte in schiavitù dai Romani le popolazioni che abitavano la Val Trompia conobbero con la dominazione Romana un forte sviluppo economico e nel giro di alcuni anni, divenuti più blandi i provvedimenti presi a danno della Valle all'atto dell'occupazione, i grandi risultati eonomici raggiunti portarono notevoli benefici al territorio stesso; si pensi alla realizzazione dell'acquedotto per ordine di Augusto che porterà l'acqua fino a Brescia coprendo un percorso di ben 25 km.

Non a Caso Gardone Val Trompia testimonia l'occupazione Romana con molti reperti archeologici, dai manufatti, ai gioielli, alle tombe. La Pieve Cristiana verrà a succedere all'organizzazione Romana. La Chiesa eserciterà una straordinaria influenza sul tessuto sociale, la popolazione riscoperta la libertà della vita Comunitaria subirà una radicale riorganizzazione.

Nel Tardo Medioevo la Val Trompia conobbe un periodo di notevole instabilità dovuto alle istanze di indipendenza di diverse popolazioni della Valle. Il periodo Feudale in questa zona non ebbe particolari sviluppi almeno non quanto nel 300 incisero sulla Valle e sulla popolazione le lotte fra guelfi e ghibellini; il territorio Bresciano con l'arrivo dei Visconti venne suddiviso e successivamente riorganizzato in circoscrizioni cui facevano capo specifici Comuni.

Nel 1404 ai Visconti successero i Malatesta che cercarono di far decollare l'economia della Valle; un'egemonia la loro però di breve durata a cui posero fine nel 1420 le truppe di Filippo Maria Visconti.  Il dominio dei Visconti tramontò definitivamente con la Repubblica di Venezia. A partire dal 1426 l'intera Valle passò con entusiasmo sotto il controllo Veneto e del resto già all'indomani del termine delle attività belliche Venezia concesse non pochi benefici a questi territori, dalle agevolazioni fiscali, ai privilegi nei traffici commerciali, fino a particolari provvedimenti a sostegno di alcune professioni.

Per tutta la durata della dominazione Veneta, dal 1426 al 1797, Gardone Val Trompia fu il centro presso il quale veniva prodotto l'intero approvviggionamento bellico necessario alla Serenissima; Gardone si specializzerà nella produzione di armi da fuoco tanto da trasformare questa attività nel proprio fiore all'occhiello, con piena consapevolezza del valore di questa produzione da parte di Venezia che cercherà di evitare che i suoi artigiani prestino per altri i loro servizi.

Con la Campagna Napoleonica in Italia tramontò il dominio Veneto che ormai da tempo i Bresciani vivevano come eccessivamente oppressivo, guardando con grande interesse ai principi ispiratori del governo Francese. Con il trattato di Campoformio del 1797 stretto da Napoleone con l'Austria, la Repubblica di Venezia venne cancellata dagli Stati Europei e nacque la Repubblica Cisalpina. Gardone divenne Capoluogo del Mella e fa il 1805 e il 1815 riprese vigore la produzione di armi, in risposta alle esigenze belliche dei piani Napoleonici.

La Val Trompia data la sua posizione geografica fu quella attraverso la quale passarono le truppe austriache, segnando in modo inevitabile il declino Napoleonico. Nel 1815 il Congresso di Vienna sancì il controllo Austriaco sul Veneto e la Lombardia con la nascita del Regno Lombardo Veneto; Gardone Trompia divenne capoluogo di un distretto sotto il quale vi erano dieci Comuni.

Continuò la produzione di armi ma il controllo esercitato sulle attività dall'Austria fu troppo rigido e nel giro di breve tempo si aprì una grave crisi economica che anticipò di poco l'inizio della prima Guerra d'Indipendenza. Con la battaglia di Solferino nel 1859 i franco piemontesi scoinfissero definitivamente gli Austriaci e la Lombardia fu annessa al Regno d'Italia.

Lo scoppio della prima guerra Mondiale non influì in maniera determinante su Gardone, era un periodo di grande spinta industriale, sorsero molte nuove imprese e le vecchie ripresero vigore.

Ma con la fine della prima guerra il clima anche nella Valle si fece incerto e sempre più teso,  le occupazioni delle fabriche, le manifestazioni operaie e l'avanzata progressiva dell'esperienza fascista, furono lo scenario in cui questi territori avanzarono verso la seconda guerra Mondiale.